Passio ChristiPresentazione.

Via Crucis, cammino di solidarietà. Gesù, il Figlio di Dio, nato da Donna, è solidale con i suoi fratelli
— umanità sofferente e smarrita —: del suo passo, il passo dell’esule e del deportato, dell’uomo deluso che vaga incerto, il passo malfermo del bambino, del malato, dell’anziano, del condannato che si avvia al patibolo.
Ma Gesù, camminando verso il luogo del Cranio, trascina l’umanità verso lo splendore della Gloria. Via Crucis, cammino discepolare.
Gesù, il solo Maestro, ha detto:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24).
Mi segua sempre. Mi segua al Calvario.
Salendo il Calvario, Gesù sa di avviarsi verso la cattedra suprema, per confermare con il dono di Sé il suo insegnamento:
«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
Via Crucis, cammino regale e sacerdotale.
Gesù, sulla via del Calvario tuttavia non porta alcuna insegna regale, né indossa alcuna veste sacerdotale.
Eppure sa che inizia il suo Regno. Nella sola forma a lui possibile: Egli regna con la forza dell’amore.
Ora inizia il suo Sacerdozio:
Agnello mite e innocente offre se stesso, vittima di espiazione per il peccato del mondo. Via Crucis,
cammino di speranza. Nel tramonto è già la sicurezza dell’alba.
Al vespro della vita, Gesù è certo dell’amore del Padre, spera contro l’evidenza della disfatta;
è sicuro che dal grembo oscuro della terra risorgerà quale «stella radiosa del mattino» (Ap 22, 16).
Gesù sa che, camminando verso la morte, affretta il passo verso la risurrezione.
Via Crucis, cammino di pienezza: di dolore e di amore senza limiti, di totale abbassamento e di suprema esaltazione;
pienezza di perdono e di misericordia, di riconciliazione e di pace.
Ora dell’«alto grido» (Mc 15, 37) e del silenzio del cosmo, che piange morto il suo Creatore.
Ora dell’amore obbediente. Ora del capo chino e dell’operante riposo

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