Quaresima / Pasqua

“O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l’intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell’azione di grazie!”

(Sant’Efrem, il Siro)

“È questa la vita dello Spirito.
È questa la via che il Signore
ha tracciato venendo a noi,
è questa la porta da lui aperta entrando nel mondo;
né, quando è tornato al Padre, ha voluto chiuderla,
ma per essa dal Padre ritorna agli uomini,
anzi è presente sempre, è con noi e lo sarà sempre,
mantenendo le sue promesse.
Davvero questa non è altro che la casa di Dio e la porta del cielo”.

(Cabasilas, La vita in Cristo)

“Vi manderò lo Spirito l’eterno Bambino che gioca sugli abissi e instancabile danza. Egli passerà danzando nella sua magica arte di ravvivare la morte di strappare un canto dal pianto una lode dal gemito. Lui verrà non su di voi ma dentro di voi a sostituirsi ai vostri lamenti di morte per generare vita, soppianterà la cieca tenebra che vi oscura con la luce della stella del mattino vi riaprirà al canto. Non abbiate paura. Solo lasciatevi almeno prendere per mano. Cedete al suo canto sciogliete la vostra durezza alla sua danza almeno a Lui lasciate mano e cuore. E con lui intonate il vostro canto il canto del Si. Vi porto ancora al sì dentro a questo vi volgo a credere, a sperare contro ogni speranza”.

(Giorgio Mazzanti)

“Se comprendessimo quanto inscrutabile è il tuo mistero, noi rimarremmo stupefatti di poter captare queste scintille del tuo volere. Saremmo abbagliati nel conoscere, in questa tenebra immensa che ci avvolge, le innumerevoli precise personali luci delle tue volontà. Il giorno che noi comprendessimo questo andremmo nella vita come profeti, come veggenti delle tue piccole provvidenze, come mediatori dei tuoi interventi. Nulla sarebbe mediocre, perché tutto sarebbe voluto da te. Nulla sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe radice in te. Nulla sarebbe triste, perché tutto sarebbe voluto da te. Nulla sarebbe tedioso, perché tutto sarebbe amore di te. Tutti predestinati all’estasi…”.

(Madeleine Delbrel)

“Il pastore di tutto è disceso, si è abbassato a cercare Adamo, la pecora che si era perduta; sulle sue spalle l’ha portata, alzandola: egli era un’offerta per il padrone del gregge. Benedetta sia la sua discesa! Egli spruzzò rugiada e una pioggia datrice di vita su Maria terra assetata. Come un chicco di frumento scese di nuovo allo Sheol, per balzare su come intero covone e nuovo pane. Benedetta sia la sua offerta! Dall’alto Egli è sceso come Signore, dal ventre è uscito come un servo, la Morte si è inginocchiata davanti a Lui nello Sheol, e la Vita l’ha adorato nella sua risurrezione. Benedetta sia la sua vittoria!

(Efrem il Siro)

Abbiamo bisogno di questo Pane per affrontare le fatiche e le stanchezze del viaggio. Cibarsi del Pane eucaristico è sperimentare la comunione dei fratelli e delle sorelle in Cristo. Nell’Eucaristia Cristo è realmente presente tra noi. Ci attira a sé, ci fa uscire da noi stessi per fare di noi tutti una cosa sola con Lui. Ci inserisce anche nella comunità dei fratelli e la comunione con Lui è sempre anche comunione con l’altro. Questa è la bellezza della comunione che la Santa Eucaristia ci dona.

(Benedetto XVI)

Pure per noi sia Pasqua, Signore: vieni ed entra nei nostri cenacoli, abbiamo tutti e di tutto paura, paura di credere, paura a non credere… Entra e ripeti ancora il saluto: “Pace a tutti”, perché sei risorto; e più nessuno ti fermi: tu libero di apparire a chi vuoi e ti crede! Torna e alita ancora il tuo spirito come il Padre alitò su Adamo: e dal peccato sia sciolta la terra, che tutti vedano in noi il Risorto…

(D. M. Turoldo)

“Sono io, infatti, la Pasqua della salvezza; io l’Agnello immolato per voi, io il vostro riscatto, io la vostra vita, io la vostra luce, io la vostra salvezza, io la vostra risurrezione, io il vostro Re. Io vi conduco alle sommità dei cieli. Io vi mostrerò l’eterno Padre. Io vi risusciterò con la mia destra.

(Melitone di Sardi, Sulla Pasqua, 103)

“All’incrocio di tre strade avviene un incontro di donne velate che si interrogano sottovoce: «Chi toglierà per noi la pietra dal sepolcro? Chi la toglierà?» Il profumo che esse portano con loro si incarica di rispondere! E così la speranza irresistibile che è nel loro cuore, e l’emanazione di ingredienti mistici nel cuor della notte, preparati dalle mani stesse dell’aurora. Secoli riuniti, santa composizione la cui dilatazione progressiva come ha poco fa vinto il sonno, così ora si mette in marcia per trionfare della morte! Degli altri avvenimenti di quella immensa mattina l’eco smarrita e incoerente dei quattro vangeli fa ancora risuonare, ad ogni primavera, tutte le chiese della cristianità”.

(Paul Claudel)

“La sua bocca è coperta: il Verbo tace, ora parla il suo corpo martirizzato. Un velo rosso, intriso di tutto il male e di tutto il dolore del mondo, copre le sue membra rese impotenti. Tutte le cose sono state compiute attraverso la croce. … sostegno di coloro che stanno in piedi, bastone dei deboli, verga di coloro che sono portati al pascolo, salvezza dell’anima e del corpo, allontanamento di tutti i mali, procuratrice di tutti i beni, distruzione del peccato, pianta della risurrezione, legno di vita eterna”.

(San Giovanni Damasceno)

“Voi mangerete una Pasqua pura e immacolata, un pane lievitato e perfetto che lo Spirito Santo ha preparato e ha fatto cuocere, un vino mescolato di fuoco e di Spirito: il corpo e il sangue di Dio, che fu vittima per tutti gli uomini… Sublime meraviglia che le nostre labbra hanno accolto. Nel pane mangiamo Fuoco e troviamo Vita”.

(Sant’Efrem)

“Se il chicco di frumento non fosse caduto in terra, non sarebbe fruttificato, sarebbe rimasto solo. Cristo invece è caduto in terra nella passione, e ne è seguita la fruttificazione nella risurrezione. O meraviglioso chicco di frumento! Certamente era debole quando pendeva dalla croce, certamente la folla aveva motivo di scuotere la testa e dire: «Se è Figlio di Dio, scenda dalla croce!». Ma… «La debolezza di Dio è più forte degli uomini»”.

(Sant’Agostino, sul Salmo 59,9)

“Gesù piange l’amore non accolto. Gesù piange per il male del mondo. Figlie di Gerusalemme non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. (Lc 23,28) Oh debolezza dell’Onnipotente, Oh kenosi dell’Amore smisurato che assume su di sé la nostra infedeltà… Le sue lacrime faranno germogliare la vita nuova.”

Betania: dove Cristo è accolto tra gli amici… E la casa si riempie di profumo… Oh amore sovrabbondante, Oh amore ineffabile, Oh amore senza misura che ti porterà, Signore, sulla croce, da dove il profumo della vita, dal tuo cuore riempirà tutta la terra”

Via Crucis biblica tra Parola e arte